I videogiochi spingono alla violenza?



Mai come oggi internet ed i videogiochi sono messi sotto accusa da un quantità esagerata di articoli, servizi televisivi, interventi di opinionisti e crociate. Tutta colpa di una frase che il criminale autore delle stragi norvegesi ha incluso nelle 1500 pagine del suo farneticante ‘documento programmatico’, in cui cita Call of Duty: Modern Warfare 2 come palestra.
E mentre la Corte Suprema Americana ha dato torto allo stato della California che aveva emanato leggi contro i giochi violenti è sceso in campo John Carmack, ideatore di Doom, il quale non era mai sceso prima sul terreno dello scontro sui cosiddetti videogiochi violenti in quanto li giudica per quello che sono, un gioco. Anzi, secondo Carmack, i videogiochi, per quanto violenti, sono in grado di alleviare lo stress e le tensioni riducendo l’aggressività che ognuno di noi porta dentro di se.
Carmack porta a sostegno della sua tesi gli studi che la dimostrano ed anche le persone che partecipano al campionato QuakeCon che se “… paragonate ai ragazzi di un qualsiasi college …” sono “… fondamentalmente più calme e pacifiche …”. Il dibattito sui videogiochi violenti e sull’influenza che possono avere, specie sui bambini, durerà ancora a lungo. Da una parte i sostenitori della teoria che la violenza virtuale possa confondere il giocatore non consentendogli di distinguere fra gioco e realtà e dall’altra quelli che non vogliono i videogiochi capri espiatori (come precedentemente la TV ed i fumetti) di tutti i mali della società. E nel frattempo id Software si prepara al lancio di RAGE, il prossimo spara-tutto in prima persona che dovrebbe uscire, negli Stati Uniti nei primi giorni di ottobre.